S*SSO CON UN FANTASMA

Una creatura sbatté le palpebre per la prima volta, dinnanzi a colui che lo aveva creato.

-Mi senti?

-Chi… chi parla?

-Sono il tuo creatore, riesci a sentirmi?

-Il mio creatore… cosa vuol dire?

-Perfetto, riesci a sentirmi. Buonasera, ti ho appena creato.

-Come… cosa vuoi dire?

-Mi chiamo Omìk, sono un orco mago al servizio di Sua Maestà. Tu sei un fantasma creato con l’alchimia, basato sulla mia immagine.

-Non capisco…

-Scusa, ti sto fornendo troppe informazioni. Sappi che sei un fantasma.

-Un fantasma…

-Esatto.

-Cos’è un fantasma?

-Beh… nel tuo caso, sei una persona come me, ma non sei tangibile.

-Cosa vuol dire?

-Vuol dire che sei incorporeo.

-Cosa?

-Nessuno può toccarti, attraversi le superfici perché sei immateriale.

-È… è vero! Lo sto facendo! Perché?

-Perché sono io che ti ho voluto così.

-Perché hai fatto tutto questo?

-Beh… ora vedrai.

-Cosa stai facendo?

-Sto togliendo le mie vesti. Ecco, ora sono come te: nudo.

-Nudo?

-Esatto, nudo.

-Cosa vuol dire?

-Vuol dire essere senza vestiti.

-E… cosa sono i vestiti?

-Che seccatura tutte queste domande! Avrei dovuto dare più informazioni alla tua mente…

-Cosa stai dicendo? Ti prego, creatore! ho troppe domande e non capisco.

-Va bene, basta. Ora ti donerò più informazioni, così non perdiamo altro tempo. Ancora un secondo… ecco. Proviamo così. Mi senti?

-Certo. Buonasera.

-Buonasera a te. Non servono presentazioni né spiegazioni, vero?

-Direi di no. Anche se mi turba questa situazione.

-Per quale motivo?

-Beh… sei nudo davanti a me che sono incorporeo, non riesco a capire cosa tu voglia fare.

-Sbaglio o mi hai confermato che non servono spiegazioni?

-Forse mi manca qualche passaggio. Potresti spiegarmelo?

-È troppo imbarazzante… mi vergogno.

-E perché mai? Cosa mai potresti volere da me?

-Ho capito, a questo punto ti donerò davvero tutto quello che c’è da sapere, così la finiamo con questa faccenda.

-Cosa vuol… oh… oh… buonasera.

-E di nuovo buonasera a te. Servono ulteriori chiarimenti sulla faccenda?

-No, assolutamente.

-Bene.

-Solo… avrei una domanda.

-Per l’amor del cielo! Quale?

-Come possiamo… beh, toccarci?

-Oh giusto, su questo non avevo preparato nulla; volevo fosse una sorpresa. Ehm… vedi, tu dovrai semplicemente assecondare quello che faccio, essere disponibile, senza fare storie. Vedrai tu stesso come farò.

-Ho un po’ paura. Credo che potresti distruggermi.

-Ti ho creato io, so come gestirti. Conosco ogni singolo particolare del tuo corpo.

-Non mi resta che fidarmi di te, creatore.

-Esatto. Ora… rilassati e vieni qui da me.

-Dove? Lì?

-No, no. Qui da me, abbracciami.

-Bene, ehm… ci provo.

-Non temere. Vedi? Sei tangibile solo nei punti in cui voglio che tu lo sia.

-È vero! È una sensazione… strana.

-Ti ci abituerai, vedrai.

-Ti senti così? Su tutto il corpo?

-Esatto. Questo significa essere tangibili.

-Non avevo mai provato una cosa simile.

-Per forza! Sei nato un minuto fa.

-Hai ragione.

-Dai, su. Ora distenditi.

-Sul letto?

-Sì, lì. Piegati a pancia in giù e mostra bene le natiche.

-Sono un po’ scomodo… e come farai a toccarmi?

-Come prima: posso sentirti nelle parti che voglio.

-D’accordo. Sei tu il mio creatore, conosci tutto meglio di me.

-Esattamente. Adesso fa silenzio e rilassati.

-Ma non so bene cosa farai, non posso vederti se sono di spalle.

-E allora? Ti ho detto di far silenzio e di rilassarti, non serve che pensi ad altro.

-Se volevi qualcuno che facesse silenzio e non parlasse, allora perché mi ha creato con una voce, un pensiero e dei ricordi?

-Beh… perché… per creare un contatto. Non riesco a fare l’amore senza almeno aver avuto un minimo di dialogo.

-Capisco. Perdonami comunque, se vuoi non parlerò proprio più.

-Ma no, assolutamente no. Devi parlarmi, solo… non sempre. Ora sta fermo.

-D’accordo.

-Ecco qui… oh… senti?

-Sì, sento… qualcosa dentro di me…

-Riesco a vederlo attraverso il tuo corpo… ti piace?

-Non so cosa sia il piacere.

-Giustamente. Allora… dimmi… dimmi se lo senti di più.

-Sì… lo sento… è una sensazione strana.

-Ti ci abituerai… oh… sì…sì…

-Mi stavo chiedendo… perché proprio un fantasma?

-Proprio ora devi chiedermelo!? Ne parliamo dopo… ora… oh sì… dimmelo che lo senti…

-Sì, lo sento. Però… non riesco a darmi pace con questo pensiero. Ho capito perché mi hai creato, ma perché hai creato una creatura come me?

-Ho i miei motivi…

-Sono una parte di te, dimmeli. Ti prego.

-Per l’amor del cielo! Come posso scoparti con questo continuo ciarlare!? Mi stai facendo innervosire!

-Perdonami, non era mia intenzione.

-Bugiardo! Sai obbedirmi quando vuoi! Se mi parli di queste cose è perché vuoi sapere! Ti ho detto che ho i miei motivi e non ti riguardano. Stai sviluppando una coscienza ora?

-Credo di sì…

-Merda. Devo eliminartela subito.

-Aspetta! Ti prego! Non farlo!

-Perché mai? Dammi una sola motivazione.

-Perché… perché… sono come te.

-Cosa?

-È quello che mi hai detto all’inizio: sono basato sulla tua immagine.

-E allora? La mia immagine, non la mia coscienza.

-Stai… entrando in intimità con me… quindi è come se stessi entrando in intimità con te stesso.

-Basta, ti elimino. Mi è passata la voglia.

-No! Aspetta!

-Perfetto, tolto dai piedi. Che seccatura che era diventato! Io… bah! Che idiota che sono…

-Buonaser… oh! Mi hai ricreato!

-Già…

-Sono così contento! Ma per quale motivo lo hai fatto?

-Non credo di poterti impedire di chiedermi costantemente il perché o il motivo di qualcosa sta sera, vero?

-Beh potresti farlo, però ho bisogno di sapere. Hai detto che vuoi un contatto.

-Non mi aspettavo di questo tipo.

-Allora non hai ben previsto cosa sarebbe successo. Hai agito d’impulso?

-Cosa fai? Stai diventando la mia guida spirituale? Vorresti per caso “analizzarmi la coscienza”?

-Non voglio di certo arrivare fino a questo punto. Però voglio dare senso alla mia vita, conoscendo il vero motivo per il quale vuoi soddisfarti in questo modo attraverso me, piuttosto che con qualcos’altro.

-Come fai anche solo ad ipotizzare che esistono altri metodi? Sei nato poco fa! Per quanto ne sai, questo è l’unico modo per soddisfarmi.

-Ho solo intuito. Sai più cose di me, è vero, ma hai creato una forma di vita senziente ed incorporea. Non sono un semplice fantasma a quanto pare, dovevi aspettarti una mia evoluzione.

-Speravo di eiaculare prima.

-Quale senso ha il creare qualcosa di così complesso come sono io, se avevi bisogno di qualche minuto di orgasmo?

-Bada a come parli! Qualche minuto un corno! Almeno un’ora…

-Perdonami se ti ho offeso.

-Non serve scusarti… ormai il momento è rovinato. E tutto per colpa mia.

-Sto riflettendo su vari aspetti della vicenda: forse mi hai creato perché dopotutto speravi che tutto questo accadesse, che avrei parlato con te. Quindi forse vuoi solo parlare, hai bisogno di sfogarti.

-Io… beh…

-Ho ragione?

-Accidenti! Sì. Sì! Hai ragione! Vuoi un premio, adesso? Hai bisogno di dirlo a qualcuno? Vuoi un cartello per scrivere questa notizia e piantarlo su pubblica piazza!?

-Non… so cosa sia un cartello. Deducendo dal tuo tono di voce, questa cosa non ti ha reso felice.

-Ovvio che no!

-Ma non era quello che volevi?

-Io… sì… ma… cioè…

-Padrone, ti contradici. Voglio aiutarti e non capisco come fare.

-Continui a fare l’ipocrita! Volevi soddisfare il tuo desiderio di scoprire la verità, non aiutarmi!

-Si, ma il mio intento era infine questo: darti una mano. Non servo forse a questo?

-Ma…

-Hai davvero agito d’impulso, creatore. Mi dispiace…

-Ma senti! Che storia! Sto qui a parlare nudo con un fantasma nudo che mi compatisce!

-Avverto una nota pietosa dalla frase…

-Ma davvero? Che stranezza!

-No, non mi sembra strano dato che…

-Ero sarcastico, non serviva che commentassi.

-Cos’è il sarcasmo?

-Va bene, va bene. D’accordo… per tutte le divinità… chiudiamo questa faccenda qui. Sono stufo di parlare con te. Basta.

-Se c’è qualcosa che ti turba, tanto da aver creato una creatura per soddisfare un bisogno carnale, sono qui per ascoltarti, creatore.

-Sono sterile.

-Cosa?

-Non hai capito o sei sordo? Sono sterile, ho detto.

-Cosa significa?

-Non posso avere figli… per noi orchi è una cosa inaccettabile. Se sei sterile, sei un orco a metà, capisci? Nessun uomo o donna ti vuole come marito, né come amante. Puoi raggiungere la più alta posizione di prestigio, mai nessuno ti vorrà. Non soddisfo i miei bisogni carnali da anni e sto impazzendo. Ho provato con altri metodi, ma me ne vergogno. Tu almeno sei una mia creatura, nelle mie stanze private. Posso distruggerti quando e come voglio. Avrei potuto soddisfarmi con te quante volte volevo, ma ora che ti ho detto tutto ciò… nulla ha più importanza. Mi sento ancor più triste di prima e… forse mi toglierò la vita.

-No! Creatore! Non ricorrere questi gesti estremi!

-E cosa posso fare? Mi vedi? Sono in lacrime, sono patetico! Questa è l’ultima notte per me in questo mondo.

-Mi hai creato in modo impulsivo e credo che non hai pensato a una semplice soluzione.

-E quale sarebbe?

-Potrei essere una sorta di marito immaginario, servizievole e tangibile nei punti in cui ti aggrada.

-Non è… patetico?

-Perché?

-Ho bisogno di una soluzione per non essere più sterile e trovare davvero qualcuno. Nessuna magia al mondo può risanare un orco sterile, a meno che non scenda a patti coi demoni, i quali mi daranno quel che voglio, in cambio di qualcosa che mi provocherà dolore o grossi problemi.

-Sembra che non ci sia una soluzione allora…

-Esatto. Capisci il mio dilemma? Capisci perché voglio vivere solo per questa notte e basta?

-Sì… e me ne rattristo.

-La mia vita è così, e se solo fossi stato meno avventato, non ti avrei creato così consapevole e confidenziale. A quanto pare l’ho fatto inconsciamente.

-A me ha fatto piacere, nonostante riconosca la tristezza di questo momento. Ho scoperto il perché della mia nascita e il mio scopo. E… voglio portarlo a termine.

-Cosa?

-Sì, voglio che mi possiedi sessualmente.

-Ne sei sicuro?

-Assolutamente. E tu?

-Vuoi proprio spronarmi al suicidio eh…

-Ritengo che tu non abbia cambiato mai idea da quando abbiamo iniziato a conversare. Avrai avuto dei ripensamenti, ma non radicali.

-Come…

-Cosa?

-Come hai fatto a conoscermi e a capirmi così velocemente?

-Sono te, e come te voglio le tue stesse cose. E ora, passiamo l’ultima notte su questo mondo… insieme.

E l’orco Omìk se ne andò da questo mondo la mattina seguente, felice di aver soddisfatto il suo più grande desiderio almeno un’ultima volta. Il suo cadavere ebbe sorriso compiaciuto.

-RICCARDO FICI

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